ApEcalisse*
by guf on Mar.18, 2008, under Gaia, ProbabilitÃ
*Il contenuto del seguente post è di carattere pessimistico spinto. Se ne sconsiglia la lettura a chi nutre sensi di colpa globali latenti o robe così.

Ultimamente mi sono fatto distrarre solo dalle cattive notizie riguardanti la concentrazione di gas serra nell’atmosfera, l’attualissimo superamento del picco produttivo di combustibili fossili, lo smaltimento dei rifiuti, la sovrappopolazione e altre cosucce che ti fanno sempre svegliare con un raggiante sorriso proteso verso il roseo futuro che ci aspetta di qui a poco.
Le migliori menti del pianeta sono impegnate a ciclo continuo per cercare molteplici efficaci soluzioni ai problemi mentre quelle peggiori, sempre in netta superiorità numerica, conducono con fiducia il gregge perlopiù ignaro e qualunquista verso l’estinzione a velocità warp, ma…
…oggi apprendo (ma ammetto di essere in ritardo rispetto a buona parte del pianetucolo) che una soluzione rapida ce la stanno mettendo a disposizione le api. Sembra infatti, anzi i dati confermano che negli stati uniti la popolazione dei ronzanti e operosi insetti sia più che dimezzata, ma anche dalle nostre parti si accusino perdite di pari entità. Dopo essermi chiesto come potrei mai sopravvivere senza fare colazione con i miei croccanti cereali con il miele mi è sembrato lecito chiederemi come potrei comunque sopravvivere (e basta). Si mormora infatti che le api siano discretamente indispensabili in una misteriosa pratica detta “impollinazione” da cui dipende direttamente l’esistenza di buona parte della frutta e verdura di cui ci nutriamo ed indirettamente un sacco di altre cose… (e di questo, senza essere entomologi, si può avere sentore anche solo avendo visto un recente film di animazione con annesso cestone di pappacorne al fianco)
Le cause sono da chiarire, o meglio, sono molteplici: si va dall’uso dei pesticidi, all’inquinamento elettromagnetico, alle mutazioni climatiche e via discorrendo, basta pescare a caso una manciata di foglietti dal cestone dei casini.
Ma non si era parlato di una soluzione? Ah, si! Qualcuno (ma non si capisce chi) disse che se le api scomparissero all’uomo rimarrebbero 4 anni di vita. Visto? Basta cambiare ottica! la soluzione è la nostra estinzione, ancora prima del previsto. Come del resto è stato già scritto, il pianeta è in grado di sopravvivere a qualsiasi casino siamo in grado di combinare, quello che realmente ne risente è la vita su di esso e comunque gli attuali equilibri. Mi piace immaginare le api, coese nella decisione che coinvolge tutta la specie di immolarsi per liberare la terra dal virus dell’idiota senziente, privandolo del sostentamento e sacrificando molte altre creature nell’impresa, ma con la piena fiducia in un lento e graduale riassetto, almeno fino all’esplosione del sole si intende…
MA NO! PICCOLE API OPEROSE! NOI ABBIAMO COMPRESO I NOSTRI ERRORI! POSSIAMO CAMBIARE LE COSE! POSSIAMO INVERTIRE LA ROTTA! Sappiamo che è suffuciente porre maggiore attenzione ad ogni gesto, pensare un po’ di più, cambiare di poco, ma tutti, le nostre abitudini! Siamo ad un punto di svolta, dateci fiducia! Ci basteranno 20 o 30 anni e vedrete!
EH? COME DITE?
…
…
…
già… credo che abbiate ragione. Andate, ronzate via verso la vostra missione.
Io ho ancora 4 edizioni del grande fratello, 4 festival di sanremo, 4 stagioni di calcio, 2 o 3 governi a senso unico alternato, 1 olimpiade da parata, qualche guerra per il petrolio, 5 barattoli di nutella e 3 di miele.
PS. Se a volte vi sembra che le cose brutte non abbiano fine e che ve le pompino in testa ad un ritmo troppo elevato rispetto a quanto siete in grado di tollerare date una letta a quest’articolo. Un giorno o l’altro metterò la traduzione in linea… magari prima di 4 anni
March 18th, 2008 on 1:40 am
4 anni? Interessante… la Vita ci sta dando tutto il tempo per fare ciò che vogliamo… certo l’ultimo anno un ravanello costerà come un lingotto d’oro… ma penso che potremo astenerci dal mangiare un ravanello no?
Ok… mi sa che è inutile attendere a Dicembre per cambiar lavoro…
Allora invece che continuare a leggere questo articolo fantastico… mi metto a dormire.
Buona notte!!
March 18th, 2008 on 1:16 pm
Nell’ottica del reinterpretare in chiave positiva ciò che per molti altri non lo è sono contento, dopo aver letto il tuo post, di non dovermi più preoccupare di capire come dare una svolta alla mia vita laddove risorse di vari generi, tra cui spiccano quelle economiche, continuano a scarseggiare inesorabilmente rendendo l’operazione impossibile!
E poi quello strano virus intestinale che tra 5 anni mi ridurrà come una prugna sunsweet della California ora non mi preoccupa più!
March 18th, 2008 on 5:37 pm
Sapevo che avevate lo spirito giusto per affrontare la cosa!
e poi non avrei sopportato Raffa viola e con le grinze, meglio reincarnarsi in un potentissimo bacarozzo!
March 19th, 2008 on 12:40 pm
mmm … e sapete cosa è divertente? avere la sicurezza.. perchè ne sono sicuro che preferiremo fare noi il lavoro delle api in futuro, piuttosto che stare più attenti ora a quello che secerniamo come società.. vai.. avanti.. è la filosofia del ‘finchè dura facciamo quello che ci pare’ e giù a sgassare con la macchina, a mettere i condizionatori a palla d’estate, a non fare la raccolta differenziata, a trovare il modo per produrre di più usando gli insetticidi in un mercato già saturo oltremodo.. bah..
March 19th, 2008 on 3:48 pm
Secondo me le Api sono utili come le pustole sotto i piedi: se sono dimezzate negli USA cosa cavolo si stanno mangiando ora gli americani?
March 19th, 2008 on 4:00 pm
Tranquillo… c’è sempre il medio periodo in agguato.
e vogliamo discutere dell’utilità delle pustole sotto ai piedi??? come potresti essere felice di non averle se non esistessero?
March 20th, 2008 on 4:01 pm
Come faccio ad impollinare le ciabattine per la doccia senza pustole podali?